Attività

immagine-dentro-attivitaScopo della Fondazione è vaccinare moralmente per costruire anticorpi contro la malattia del potere identificata nella Questione Morale, perché la politica non può dissociarsi dalla morale e deve combattere con tenacia tutti i privilegi perché “il privilegio va combattuto ovunque esso si annidi”, nella ferma convinzione che senza morale non si può fare politica. Come diceva Enrico Berlinguer infatti “la questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica primaria ed essenziale, perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, l’effettiva governabilità del paese e la tenuta della democrazia”.
Quasi tutti infatti ignorano o hanno dimenticato che la causa della caduta dell’Impero Romano fu la corruzione così diffusa da non essere nemmeno più punita e ciò ha travolto la civiltà romana lasciando aperte le porte al caos e alle barbarie.
La psicopolitica è il nostro strumento di ricerca per valutare eticamente le leggi e l’agire politico. La psicopolitica è il microscopio con cui poter studiare i meccanismi psicologici, prevalentemente inconsci che condizionano le personalità degli uomini politici e i loro comportamenti.
Questo nostro strumento di ricerca è fondamentale perché il 93% della comunicazione umana è gestita dall’inconscio, mediante il linguaggio del cuore e dell’aggressività.
La nostra Fondazione potrebbe aiutare la politica a smettere di usare la frase: “Il fine giustifica i mezzi”, cambiandola in “Il fine non giustifica i mezzi”, (che è anche il titolo di una nostra pubblicazione), il che significa recuperare l’ethos della Politica con fini morali e mezzi sani e leciti come promuovere un lavoro dignitoso, welfare per tutti, eliminazione delle povertà e di tutte le discriminazioni sociali (anche nei confronti dei migranti).

La corruzione e le menzogne creano una distanza siderale della politica, percepita dai cittadini, che non riescono nemmeno ad intervistare i politici all’entrata o all’uscita delle Camere parlamentari. La corruzione è un vero male che produce un’economia moralmente infartuata, e quando il cuore non funziona è l’intero organismo, fisico come sociale, a non funzionare.
Ogni volta che la politica non moralizza se stessa si discredita e si allontana dai cittadini, anche se tutti i politici sanno che basterebbe sostituire la morale all’egoismo e l’onestà alla corruzione, per creare benessere collettivo e ben comune. Non tutti i vizi politici sono vizi morali e viceversa, nella misura in cui l’occasione fa l’uomo ladro e corrotto, pertanto la moralizzazione della politica deve iniziare dalla moralizzazione della società, per cui smettiamola di chiedere raccomandazioni e conseguire vantaggi a spese degli altri più meritevoli. Il nostro osservatorio psicopolitico vigilerà sul pericolo della politicizzazione della morale, che inizia con la delegittimazione della giustizia, quando non viene rispettata l’indipendenza del potere giudiziario e ciò danneggia anche la politica perché gli uomini hanno sete di giustizia e si ribellano alle ingiustizie.
Il potere politico, quando è corrotto, maschera il disturbo di personalità correlato al potere (Power Personality Disorder), che si basa sulla Dark Triad della malattia del potere (psicopatia, narcisismo e paranoia).
L’uomo politico si espone alla visibilità e nessuno gli chiede di gettare la maschera che gli serve a dissimulare e di rendere conto delle sue vere intenzioni che tiene ben celate e di cui invece dovrebbe rendere conto. Poiché le regole in politica dovrebbero essere calmierate dalle leggi costituzionali, che pongono un limite tra il bene e il male, la dittatura della maggioranza tende ad aggirare tale limite, facendo sì che qualsiasi fine illecito diventi mezzo lecito, ferendo gravemente l’etica della buona politica e la democrazia viene trasformata in “democratura” che è un neologismo che comprende democrazia e dittatura.
La Fondazione si propone di fare:
• Attività di ricerca e documentazione
• Corsi sulla questione morale e sulla legalità finalizzati a moralizzare la politica per migliorare il benessere di una società giusta e solidale, sostenendo una cittadinanza attiva e vigile per combattere la corruzione che danneggia il bene comune e alimenta lo scetticismo dei cittadini nei confronti della politica.
• Progetti di prevenzione contro il dilagare della corruzione che è presente come una pandemia in tutte le culture sia occidentali che orientali ed è una delle cause principali della povertà perché depriva la società di quelle risorse indispensabili a procurare benessere condiviso e servizi pubblici di qualità e allo stesso tempo mina sempre più la fiducia della gente nello stato e nella politica.
• Un altro progetto della nostra fondazione è quello della negoziazione che usa la psicologia della trattativa per trasformare i conflitti in opportunità di sviluppo personale e sociale, tenendo presente che il bene e il male fanno la differenza nell’agire degli uomini.

Ogni nostro progetto ha quindi l’ambizione di fornire alla politica gli strumenti culturali e scientifici per moralizzare se stessa, secondo norme che originano dal Moral Self o Sé morale che è la molecola di Dio insita nel Real Self di tutti gli esseri umani e pertanto rende scientificamente possibile la pace nel mondo.
Il Sé morale è una funzione bioenergetica e crea una pulsione di amore del corpo vivente per la vita, in espansione evolutiva. Il Se morale nasce dall’intersoggettività che è “condizione di umanità, è un sistema motivazionale innato ed è essenziale alla sopravvivenza della specie” (Stern).
Per “Power Personality Disorder – Science of Peace” quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, allora la speranza di pace diventerà realtà per tutto il mondo e l’umanità intera.
Il Moral Self nasce dalle potenzialità del Real Self, innate in ciascun individuo, e porta al riconoscimento della superiorità morale e sociale della dignità umana, aprendo alla conoscenza ed al rispetto dei diritti umani universali che per essere tali richiedono il riconoscimento reciproco della dignità.
In sintesi le nostra Fondazione propone l’etica della responsabilità, che possa adeguare l’agire politico ai fini della solidarietà e del bene comune, conseguiti con mezzi legali, perché chi agisce secondo l’etica della responsabilità risponde delle conseguenze dei propri atti, senza scaricare sugli altri gli errori della propria azione politica.
 Il nostro concetto di Democrazia e di Buona Politica è creare le condizioni del vivere insieme con dignità e solidarietà, che a noi piace chiamare “being with…” ottenuto con l’educazione morale che è un processo maieutico che sviluppa il Moral Self.
Per compiere il bene occorre: capire cosa sia il bene, avere la motivazione, la forza e l’energia a farlo e vincere le possibili inclinazioni a compiere il male, che in genere facciamo per ottenere vantaggi, ricchezze e potere.
Gli antichi pagani avevano intuito il legame stretto fra la morale e la fede in Dio, ritenendolo l’unico arbitro a valutare la moralità di un’azione. Nel libro della Genesi Dio crea l’uomo libero e lo colloca come signore di tutto il creato, ma gli ordina di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, il messaggio implicito è che l’uomo non può stabilire ciò che è buono e ciò che è cattivo, ma il giudizio morale spetta soltanto a Dio, che abita nel nostro Moral Self.
Il bene e il male dipendono dalle circostanze e dal contesto in cui si esercita il proprio ruolo di potere sociale, e spesso è proprio la Malattia del Potere per il potere (Dark Triad maligna), che attrae con pericolosa seduzione e fa perdere la capacità di discernere il Bene dal Male, inducendo ad operare in senso egoistico e privatistico, dimentichi del Bene Comune.
E’ l’educazione etica fin dall’infanzia, che ci fa diventare pazienti, generosi e altruisti, oppure invidiosi, prepotenti, avari ed egoisti. L’educazione morale deve tener conto del carattere, del temperamento e delle tradizioni.
La coscienza morale (Moral Self) ha il compito di vagliare i principi della morale per tradurli in un comportamento etico e solo la coscienza morale comporta il vero parametro di discernimento tra Bene e Male che consente di distinguere il bene collettivo da compiere, mediante creatività e organizzazione dei valori.
La regola della convivenza secondo il Sé Morale, non consiste nel fatto che la mia libertà finisce dove comincia la libertà dell’altro, cioè non sta nel fatto che la libertà dell’altro è il limite della libertà mia, ma consiste nel fatto che la libertà dell’altro è la precondizione della mia libertà. Se l’altro non è libero, non sono libero neanche io. Non posso scindere la mia libertà da quella di un altro, o la sua dalla mia, perchè la libertà o è collettivamente indivisibile, o non è libertà. Perché la libertà è il potere di fare ciò che è bene, non ciò che ci piace ed “è quel bene che ti fa godere di ogni altro bene” (Montesquieu).
La coscienza morale può essere fallibile, ma può essere plasmata imparando dalle esperienze della vita (learning by esperience) a condizione che lo Stato garantisca la libertà di coscienza nella vita pubblica e in quella privata; ciò significa che la coscienza morale può adattare il bene e il male alle circostanze di vita.
Quello che ci ha spronato e guidato nel progetto della nostra Fondazione è lavorare tutti insieme perché si recuperi Il Moral Self che è come una voce interiore che esorta al coraggio, alla dignità, che approva e loda, ma anche rimprovera quando ci si discosti dal fare il bene comune. Questa voce interiore morale è la voce del cuore che batte quando è innamorato, è la voce dell’amore tra i genitori nel momento del concepimento, è la voce dei bambini curiosi, felici e pieni di energia, è la voce della nostra ribellione verso le ingiustizie e della nostra passione per i nostri ideali e infine è la voce di Dio che parla il linguaggio spontaneo ed empatico del Real Self.