La fondazione

Messaggio ai bambini, futuri uomini politici
“La Terra non è nostra, ma è dei discendenti della Tribù.
Noi guardiamo avanti e, nel fumare il calumet della pace,
il Consiglio dei Saggi prende decisioni che andranno a beneficio
anche della settima generazione a venire.
La nostra regola è non prendere dalla Natura più di quello che serve per vivere”.
Un Capo Tribù irochese

Un giorno un bambino nero disse:
” I fiori sono di tanti colori
perchè non si odiano? “

Il principio morale di fare il bene e di evitare di danneggiare gli altri, deve poter procurare benessere individuale e collettivo, perché gli altri costituiscono il nostro vicino, il nostro “prossimo” che è portatore di dignità e diritti umani universali di uguaglianza e solidarietà, per cui ogni morale mettendo in luce l’intangibilità di ciascun essere umano, richiede anche un trattamento assolutamente paritetico per ciascuno: non si può proteggere una persona senza proteggere, in egual misura, tutti gli altri suoi simili (così come non si può proteggere un figlio senza proteggere tutti gli altri bambini). Secondo la formula cara ai Tre Moschettieri del “tutti per uno e uno per tutti”.
Specialmente la politica dovrebbe estendere al sociale questo principio rispettando e facendo rispettare la vulnerabilità di tutti gli altri, trasformando il giudizio morale in comportamento etico e facendo prevalere il giusto rispetto ad un ipotetico e teorico Bene (che tutti dicono sempre di perseguire, soprattutto nei discorsi di propaganda politica), perché senza giustizia non si può avere alcun bene. Il che significa, in parole povere, che la legge è davvero uguale per tutti, anche per gli immigrati, e non è “uguale per gli uguali e disuguale per i disuguali”.
Teniamo sempre a mente una frase di Bertolt Brecht: “Vi preghiamo, quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: è naturale in questo tempo di anarchia e di sangue, di ordinato disordine, di meditato arbitrio, di umana disumanità, così che nulla valga come cosa immutabile”.
Noi vi diciamo, con parole nostre, che non dobbiamo trovare naturali le ignominie che succedono ogni giorno; non dobbiamo abituarci al caos, alla violenza, al sangue, anche se avviene lontano da noi, perché il nostro prossimo è ovunque; non dobbiamo rinchiuderci nell’indifferenza, nelle piccole certezze delle nostre comode case, delle nostre comode vite e nell’egoismo; non dobbiamo stancarci e demoralizzarci ma invece dobbiamo  continuare a scandalizzarci e lottare, perché, proprio in questi tempi difficili, in cui il mondo sembra dominato da diseguaglianze, ingiustizie e violenze di ogni sorta per risolvere molti dei problemi che sembrano insolubili, basterebbe vivere secondo la norma universale del famoso Manifesto scritto da Bertrand Russell e Albert Einstein in cui si dice “Ci appelliamo, come esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto”, perché “Dopo tutto c’è soltanto una razza: l’umanità”.
immagine-alla-fine-di-fondazionePer la nostra Fondazione Scientifica “Power Personality Disorder – Science for Peace”, nulla è immutabile, poichè anche la storia è in continua evoluzione, ed uscendo dall’indifferenza è possibile lavorare insieme per cambiare l’amoralità imperante, basata sull’opportunismo e sulla disumanità, in un Moral Self davvero naturale, solidale e collettivo, di vera ispirazione divina ed esteso a tutta l’umanità.